Perché assassinare la parola?

Juan AlmendaresJuan Almendares (*)

Rebanadas de Realidad – Tegucigalpa, 25/04/2010


Non potranno mai occultare la verità sulla tortura ed il crimine contro il popolo.

Quando il discorso orale o scritto del popolo minaccia l’oligarchia, fedele servitrice del bieco colonialismo del potere mondiale, i dirigenti e sostenitori popolari sono perseguitati, torturati ed assassinati.

Il razzismo è caratterizzato dallo sterminio storico progressivo di ogni parola della cultura ribelle dei popoli nativi ed afro-discendenti dell’America Latina.

Non bastò assassinare l’eroe Lempira; era necessario sterminare la lingua lenca. Eppure lo spirito della parola è vivo nel Comitato di Organizzazioni Indigene e Popolari dell’Honduras (COPINH).

A San Francisco di Opalaca ed in tutte le comunità lenca del Fronte Nazionale di Resistenza Popolare (FNRP) di Intibucá e Lempira, la gente si oppone alla distruzione dei boschi ed alla costruzione di prigioni per i fiumi o dighe di sbarramento.

Il Ku Kux Klan honduregno ha incendiato la radio Faluma Bimeto (Radio Coco Dulce) per mettere a tacere le voci e i tamburi della cultura garífuna. Ciò nonostante il coraggio di questa lingua si esprime con più forza e più vita attraverso OFRANEH (Organizzazione Fraterna Nera dell’Honduras).

Il 28 giugno 2009 si è compiuto in Honduras il colpo di stato militare, la cui genesi corrisponde agli interessi multinazionali militari, fondamentalistici religiosi ed ideologici neoliberisti della globalizzazione, che vincola il capitale commerciale, produttivo e finanziario al potere locale.

E’ stata imbavagliata la libertà d’espressione popolare che era, e continua ad essere, a favore dell’installazione dell’Assemblea Nazionale Costituente e della trasformazione della Costituzione della Repubblica, chiudendo la Quarta Urna, scacciando il Presidente Manuel Zelaya ed esercitando ogni tipo di violenza contro il popolo organizzato nel Fronte Nazionale di Resistenza Popolare.

La vita e la cultura contadina delle comunità di Guadalupe Carney, del Movimento Unificato Contadino dell’Aguán (MUCA) e di Zacate Grande sono continuamente sottoposte al terrorismo dell’oligarchia armata di sicari, poliziotti e militari.

Sette giornalisti sono stati assassinati in marzo ed aprile del primo decennio del XXI secolo: Joseph Hernández, David Meza, Nahúm Palacios, Bayardo Mairena, Manuel Juárez, Luis Antonio Chévez e Georgino Orellana.

Il modello criminale geostrategico del complesso militare e minerario agroindustriale ricorre dove la parola è più pericolosa e dove il potere infame agisce in nome dell’“umanesimo cristiano” e della democrazia, per difendere la voracità d’accumulazione del capitale.

In Terreros, municipio di El Porvenir, è stata minacciata la parola di due giornalisti: Carlos Amador, dirigente del Comitato Ambientale della Valle di Siria e José Bernabé Hernández, entrambi attivisti, il primo contro le miniere ed il secondo per la protezione dei boschi.

Il periodico Voselsoberano è stato intralciato attraverso il blocco cibernetico. Il controllo della comunicazione, al pari di tutte le entità strategiche come l’energia elettrica, termica e l’acqua, sono sotto il controllo dei gerarchi militari che parteciparono al golpe.

Anche la parola è stata sequestrata. Il compagno Óscar Flores, coraggioso ed onesto, è stato torturato dai suoi sequestratori. Parte dell’interrogatorio cui è stato sottoposto riguardava minacce contro tutta la dirigenza del Sindacato dei Lavoratori dell’UNAH (SITRAUNAH).

Il progetto di terrorizzare la classe lavoratrice dell’UNAH (Università Nazionale Autonoma dell’Honduras) ha lo scopo specifico di mettere in pericolo i diritti fondamentali di tutta la classe lavoratrice. Coincide col piano di violazione dello statuto sindacale e di licenziamento in massa dei lavoratori, coltivato dalle autorità universitarie.

Il fondamentalismo religioso, alleato dell’oligarchia e braccio ideologico e politico delle forze del COMMA, ha espulso e privato della nazionalità il sacerdote Andrés Tamayo (Premio Goldamn); ha minacciato Padre Fausto Milla ed il Monsignor Luis Santos.

Ismael Moreno (Padre Melo), saldo pensatore e seguace del Gesù dei Poveri, è stato minacciato di morte per il suo impegno etico con la causa degli umili; come Gerardo Chévez, giornalista di Radio Progreso.

La parola e il contenuto del discorso del potere si contraddistinguono per lusinga, calunnia, inganno e terrorismo mediatico. I suoi servitori assaporano quotidianamente la prelibatezza della corruzione; mentre il popolo patisce la fame ed il terrore della violenza.

A fronte di questa situazione, eleviamo la voce della dignità dinanzi ai crimini che stanno avvenendo

in Honduras in nome della democrazia, del dialogo e dell’“umanesimo cristiano”.

L’unità di tutte le forze storiche solidali locali, nazionali ed internazionali è la condizione essenziale, affinché il popolo eserciti i suoi diritti e quelli della Grande Madre Patria: la Nostra America.


(*) Membro della resistenza contro il colpo di stato militare in Honduras, ex rettore dell’Università Nazionale Autonoma dell’Honduras, difensore dei diritti umani e presidente del Movimento Madre Terra.


http://www.rebanadasderealidad.com.ar/almendares-10-15.htm


Tradotto da Adelina Bottero

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